Il documento reso noto lo scorso 3 gennaio dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), tratta della registrazione da parte di Google di un brevetto relativo al riconoscimento del testo nelle immagini. Il motore di ricerca di Mountain View ha compiuto dunque un altro importante passo nell'ottica dello sviluppo di quello che va sotto il nome di Web 2.0, ossia quell'evoluzione di internet verso forme sempre più articolate le cui potenzialità sono ancora da scoprire (si pensi ad esempio all'incremento dell'interattività o allo sviluppo di un “Web semantico” che permetta ai motori di ricerca di fornire risultati più pertinenti rispetto alle interrogazioni da parte degli utenti).
Nelle immagini digitali possono essere contenuti svariati testi: non solamente quelli inseriti come didascalie per illustrarne meglio il contenuto, ma anche per esempio lo stesso logo rappresentato da una scritta. La vera rivoluzione però riguarda la possibilità di individuare all'interno dell'immagine la presenza di testi come i nomi delle vie, una scritta sulla strada o sui muri, nomi dei palazzi o qualsiasi altro tipo di testo leggibile.
Il sistema brevettato dalla società di Sergey Brin e Larry Page, pre-processa una data immagine dividendola in diverse porzioni che successivamente vengono analizzate nel tentativo di stabilire quali possono contenere testo. La possibilità del riconoscimento dipende comunque dalla qualità dell'immagine stessa, oltre alla presenza di contrasti che riducono la leggibilità (per esempio l'ombra che può nascondere una parte del testo. Si tratta di un progresso davvero interessante rispetto all'optical character recognition (OCR) e offre delle opportunità in grado di rivoluzionare le varie strategie di posizionamento nei motori di ricerca e le stesse dinamiche legate al Web Marketing e all'E-Commerce (basti pensare alla possibilità di pubblicare immagini che contengono testi ottimizzati).
Nel prevedibile passo successivo, il riconoscimento dei testi potrebbe essere esteso ai video, offrendo un ulteriore salto di qualità verso l'evoluzione di motori di ricerca sempre più precisi, versatili e “intelligenti”.
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