Uno tra gli strumenti più interessanti creati dalle menti di Google Labs è sicuramente Google Trends, il tool che consente di comparare diverse query (fino a un massimo di 5) e vedere quanto sono cercate nel più celebre e utilizzato motore di ricerca al mondo. Si tratta insomma di uno strumento che consente di monitorare e confrontare il livello di “popolarità” di termini differenti analizzando l'andamento temporale e geografico delle varie chiavi di ricerca prese in esame.
La ricerca può essere limitata ad un preciso arco temporale (prendendo in considerazione ad esempio l'ultimo mese o due anni fa) e fare riferimento ad una determinata area geografica (a livello globale o nazionale), permettendo di verificare il “trend” relativamente a ricerche e traffico di quasi tutti i siti presenti sul web: Google Trends for Website infatti consente di verificare il livello di traffico anche per quel che riguarda i singoli siti.
Il servizio era stato lanciato circa due anni fa, limitato però esclusivamente alle ricerche relative al mercato statunitense e privo inoltre delle ultime novità appena aggiunte, come per esempio la possibilità di effettuare ricerche in modalità avanzata, la possibilità di avere a disposizione dati aggiornati ogni ora e l'opportunità di scaricare in formato CSV (Comma-Separated Values) i dati presenti su grafici e tabelle, per avere un'idea più chiara su numeri e statistiche.
Servizi simili sono messi a disposizione anche da Alexa e Compete, ma Google Trends promette di offrire valori più precisi e affidabili, ricavati sulla base dell'enorme quantità di dati elaborati quotidianamente dagli algoritmi del suo motore di ricerca.

Se per i curiosi o gli appassionati di statistiche questa funzione rappresenta un divertente esperimento, per analisti web e professionisti dell'e-Business costituisce uno strumento davvero importante che consente di monitorare costantemente la popolarità di un dato prodotto, di un servizio o di un'azienda stessa (a seconda di quanto viene cercato un determinato termine nell'arco di un preciso periodo di riferimento o in base alla collocazione geografica degli utenti).
Analizzare i flussi di traffico rappresenta infatti una delle attività principali in ambito SEO, il settore del Web Marketing che fornisce servizi di posizionamento nei motori di ricerca, e Google Trends offre pertanto ulteriori opportunità oltre a quelle messe a disposizione da strumenti quali Google Analytics, Stats One o Conversion Lab.
È doveroso tuttavia precisare che Google Trends è uno strumento basato su approssimazioni (come del resto esposto nelle pagine stesse del servizio) e che i dati sul traffico forniti rappresentano comunque delle stime. Al pari di qualsiasi strumento, bisogna certamente imparare a usarlo al meglio per ottenere il massimo in termini di risultati: l'utilizzo appropriato dei filtri messi a disposizione da Google Trends consente di comparare parole chiave più precise in modo da evitare di inserire nel computo dei flussi di traffico anche elementi superflui o fuorvianti (una ricerca con la chiave “Paris”, ad esempio, può offrire risultati riguardanti “Parigi” ma anche relativi a “Paris Hilton”), in ogni caso, al di là dei filtri, basta tenere a mente le semplici regole relative ad una comune query sul motore di ricerca.
I webmaster possono così tenere maggiormente a bada la concorrenza ma soprattutto comprendere meglio cosa cerca con maggior frequenza il proprio target di riferimento, orientando quindi le proprie proposte nella giusta direzione.
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