Blog aziendale: a cosa serve ?
Si stima che in Italia ci siano circa 3 milioni di blog attivi; sono invece almeno 10 milioni coloro che li frequentano abitualmente. Grazie a questo sviluppo, sempre più aziende progettano il loro blog aziendale. Ma a cosa può servire realmente ?
Il fenomeno dei blog sta assumendo dimensioni rilevanti anche in Italia. Ormai diverse ricerche – ultima quella americana di Forrest Research - sono concordi nell’affermare che da noi sono circa 3 milioni i blog attivi, con circa il 58% dei navigatori italiani che li conosce per esserci passati almeno una volta. I lettori abituali sono invece stimati in 10 milioni, mentre quelli che partecipano attivamente alle discussioni sono 4,6 milioni.
Sono in costante aumento i casi di aziende, sia di medio-grande dimensione ma anche PMI, che stanno interessandosi alle potenzialità di questo strumento che è probabilmente il simbolo di ciò che passa sotto il nome di web 2.0.
Alcune ci hanno già investito in modo rilevante (si pensi alla Fiat con il suo progetto collaborativo sulla Fiat 500 oppure il blog dedicato alla Fiat Bravo); molte ci stanno seriamente pensando.
Ma quali possono essere gli obiettivi che si possono perseguire con un blog aziendale ? Quali i vantaggi ? E come creare e gestire un blog aziendale di successo ?
Vediamo intanto gli obiettivi:
o Il blog aziendale (detto anche “corporate blog”) può essere usato sia nei confronti dell’esterno (cioè verso i clienti, i media, gli infuenzatori d’acquisto) sia verso l’interno (dipendenti, collaboratori, partners)
o Nel primo caso, può essere usato per vari scopi:
- Per coinvolgere gli utenti nella realizzazione di un nuovo prodotto/servizio (vedi il già citato caso della FIAT 500) oppure per avere indicazioni sul funzionamento, sulle prestazioni, sull’estetica di un prodotto già sul mercato
- Può avere lo scopo di rafforzare il brand di un prodotto, ad esempio in un’ottica di fidelizzazione, come nel caso del blog della Fiat Bravo, dove gli utenti possono parlare direttamente con progettisti, ingegneri, uomini marketing per conoscere il “dietro le quinte” del prodotto che hanno acquistato (o che vogliono acquistare)
- Il blog aziendale può integrare la comunicazione online di un’azienda, sopperendo ad eventuali carenze del sito web. Si veda il caso della Mandarina Duck che ha un sito istituzionale di grande impatto visivo ma povero di contenuti e di interazione con l’utente e che ha sviluppato un blog proprio per creare un canale di comunicazione a due vie con i suoi clienti.
- Nel caso di aziende artigianali o dove comunque il valore del lavoro umano è importante, il blog aziendale può servire ad avvicinare i clienti, prospect, ecc alle tecniche di lavorazione, al sapere tramandato per esperienza, alla cura per il design che costituiscono il vero valore aggiunto di tante produzioni made-in-italy – vedi ad esempio il blog di Lago.
o Per quanto riguarda la comunicazione verso l’interno, cioè verso dipendenti e collaboratori, il blog aziendale ricade solitamente in due tipologie:
- Dal basso verso l’alto. In questo caso sono i singoli dipendenti e collaboratori, opportunamente abilitati, che possono scrivere nel blog aziendale ad esempio per dire la loro opinione su un progetto, per condividere con i colleghi le esperienze di un viaggio di lavoro, per informare su nuovi sviluppi e tendenze che riguardano il settore di riferimento, ecc. In questo caso si parla di condivisione della conoscenza.
- Dall’alto verso il basso. In questo caso è il management aziendale (direttore generale, amministratore delegato, ecc) che si espone in prima persona, parlando ai propri collaboratori su vari aspetti della vita aziendale (progetti, risultati, criticità, ecc) ma anche dando la propria opinione su fatti esterni all’azienda (leggi, eventi, attività dei concorrenti, ecc) che possono interessare l’azienda. Questo tipo di blog aziendale è piuttosto diffuso negli USA; famoso è ad esempio il caso dell’amministratore delegato della SUN (il blog di Jonathan) che attraverso il blog riesce a comunicare in modo informale e diretto non solo alle migliaia di dipendenti dell’azienda, ma anche a giornalisti e analisti finanziari che “riprendono” nelle loro fonti (blog, giornali, webzine) dati e notizie prese dal blog.
Ma quali sono i vantaggi principali che presenta uno strumento come il blog, rispetto ad esempio, al classico sito web aziendale ?
o Il primo ed evidente vantaggio è che il blog consente una comunicazione a due vie con il proprio target. Cioè permette all’azienda di dialogare con i propri utenti, fornendo informazioni, consigli, ecc ma anche di raccogliere il feed-back di chi interviene nel blog
o Il blog consente inoltre una modalità di comunicazione molto più informale e diretta rispetto alla classica comunicazione scritta del sito web. Potremmo dire che lo stile del blog è uno stile molto colloquiale, molto simile alla lingua parlata. Questo ovviamente avvicina maggiormente gli utenti che sentono un linguaggio molto più simile al loro e, quindi, sono più invogliati a partecipare.
o Il blog inoltre si presta molto bene a integrare la comunicazione scritta con tutta una serie di contenuti multimediali quali foto, filmati, animazioni, mappe, ecc. Questo è molto utile per coinvolgere gli utenti e può anche scatenare meccanismi di marketing virale.
o Il corporate blog ha un effetto benefico sul posizionamento nei motori di ricerca. Innanzitutto la struttura del blog è una struttura che piace molto a Google e gli altri. In particolare perché ricca di contenuti testuali, contenuti che vengono aggiornati con frequenza.
Inoltre il blog è “visto” dai motori di ricerca come un dominio distinto rispetto a quello del sito corporate dell’azienda. Quindi i link provenienti dai blog contribuiscono ad aumentare la popolarità del sito corporate aziendale, soprattutto se si studiano bene le “ancore” cioè il testo dei link. Questi devono puntare a pagine e sezioni del sito aziendale coerenti con il testo delle ancore. Per fare un esempio: se voglio invitare gli utenti del blog a verificare un servizio di posizionamento sui motori scriverò: “….con i risultati ottenuti dal servizio di posizionamento sui motori di ricerca che abbiamo provato”. Anche il meccanismo del “Blogroll” contribuisce ad aumentare la popolarità del blog e – indirettamente del sito web aziendale ad esso linkato.
E infine veniamo alla questioni pratiche. Come creare e gestire un blog aziendale ?
o Da un punto di vista tecnologico non ci sono grossi problemi, visto che ci sono ormai sul web numerose piattaforme gratuite per la creazione di un blog. Forse quelle più conosciute sono Blogger e Wordpress, ma ve ne sono molte altre.
o La vera questione da affrontare è quella dei contenuti. Ovvero quali temi trattare, e come trattarli. In realtà il blog va visto come un vero progetto editoriale, in cui va individuata una redazione interna con un suo coordinatore. La redazione proporrà una sorta di piano editoriale in cui saranno evidenziati gli argomenti da trattare, la frequenza con cui verranno trattati, chi si occuperà di quel specifico tema, ecc. E naturalmente dovranno essere individuate le modalità di coinvolgimento degli utenti Potrebbero essere coinvolti attraverso newsletter aziendali, oppure facendo conoscere l’iniziativa su riviste specializzate o su portali web di settore; oppure ancora registrando il blog su motori specializzati, il più noto dei quali è Technorati.
Poi con il tempo, se i contenuti sono interessanti ed aggiornati con frequenza, saranno i motori di ricerca come Google a dirottare traffico di qualità sul blog aziendale. Provate a fare qualche ricerca con Google e vedrete in quanti casi ormai i blog compaiono nelle prime posizioni…
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